U – Turn

L’Italia sta affrontando una crisi idrica senza precedenti. Negli ultimi 70 anni
abbiamo perso il 18% della disponibilità d’acqua, secondo i dati ISPRA. L’antropizzazione, la cementificazione e l’evaporazione impediscono la ricarica delle falde. La gestione delle risorse idriche è tutt’altro che sostenibile:
attività agricole, industriali ed energetiche ad alta intensità esercitano una
pressione enorme sull’acqua. Infrastrutture obsolete e inadeguate causano perdite
significative. Secondo i dati ISTAT, l’Italia è il secondo Paese europeo, dopo la Spagna, per prelievi idrici in agricoltura e il primo per uso industriale. Il dato più allarmante è che il 42,4% dell’acqua immessa nella rete viene dispersa, come riportato dal Ministero dell’Ambiente.
Negli ultimi anni stanno acquisendo sempre maggiore rilevanza gli studi sulle
Nature-Based Solutions (NBS), strategie che mirano a emulare il funzionamento
naturale dei processi ecologici. Questi approcci possono mitigare numerosi
rischi, a condizione di restituire spazio agli ecosistemi. Tali studi sono fondamentali perché in Italia questo tipo di interventi è ancora raro. Disporre
oggi di un monitoraggio accurato significa poter progettare in futuro opere
analoghe con maggiore consapevolezza e dati affidabili.
Questo progetto nasce con l’obiettivo di raccontare lo stato dell’acqua in Italia
nell’epoca del cambiamento climatico. Il filo conduttore è la scarsità delle risorse idriche: il lavoro documenta alcune soluzioni sviluppate per affrontare il problema, attraverso l’utilizzo sia di acque dolci sia salate. La risposta è una gestione sostenibile delle risorse idriche, un processo che promuove l’uso responsabile dell’acqua e la conservazione degli ecosistemi connessi, per garantire il benessere economico e sociale senza compromettere la sostenibilità a lungo termine dei sistemi naturali.
In Italia operano diversi enti e centri di ricerca impegnati nello sviluppo di strategie per una gestione attenta dell’acqua. È necessario elaborare piani basati sulla natura e su infrastrutture idriche sostenibili: drenaggio urbano sostenibile, valorizzazione dei servizi ecosistemici, adattamento del ciclo dell’acqua al cambiamento climatico, conservazione e ripristino di habitat come i fiumi.
L’economia deve compiere un cambio di rotta radicale — una inversione a U —
passando da un modello lineare a uno circolare.
È tempo di tornare a considerare l’acqua come un santuario da proteggere.