Insofferenza urbana

Questo capitolo raccoglie le storie di uomini e di donne resilienti, alcuni bio ispirati, altri in cerca di comunità e relazioni autentiche; lavoratori che decidono di spostarsi favoriti dalla tecnologia.

La vicenda pandemica in realtà, non ha fatto altro che stigmatizzare un atteggiamento sempre più diffuso in Italia nel corso degli ultimi anni: l’abbandono dell’urbanità a favore di un “altro” tangente e parallelo portando alla luce moltissimi degli “insofferenti” che popolano il paese in maniera del tutto trasversale.

Molte sono le istanze, e il quadro delle ragioni di chi decide di cambiare vita è molto più complesso di quel che non sembri. Non si tratta soltanto della voglia di una “seconda possibilità”, ma quasi sempre di una vera e propria avversione verso un modello sociale considerato insostenibile che tocca ogni segmento del proprio privato, dall’abitazione al lavoro, dai mezzi di trasporto all’alimentazione fino all’educazione dei propri figli e che la pandemia ha accresciuto.

La pandemia ha amplificato il tutto.

testo e ritratti tratti dal libro Sofferenze urbane – L’abitare in tempo di crisi a cura di Daniele Menichini e Benedetta Medas (ed. ETS)